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CENTRI STORICI: CONFESERCENTI, NUOVE POSSIBILITA’ DA PROPOSTE GOVERNATORE

“Le proposte del Governatore De Filippo per il rafforzamento dei due capoluoghi, quali nuclei dimensionali aggregativi per le realtà urbane, posti al centro di due larghe aureole innervate da servizi di trasporti efficienti, contenute nella relazione programmatica, sono una novità importante per il futuro commerciale del centro storico di Potenza per il quale, specie attraverso Ancestor (Associazione Nazionale Centri Storici) e l’Associazione di via Pretoria, stiamo svolgendo da tempo una serie di iniziative di rilancio e valorizzazione”. E’ quanto sostiene il presidente provinciale di Potenza della Confesercenti Prospero Cassino, sottolineando in particolare la novità anticipata dal Presidente De Filippo per la realizzazione di 12 nodi intermodali nei due capoluoghi e nei principali centri della regione caratterizzati da una qualità architettonica elevata e finalizzati a strutturare una rete regionale di trasporto su gomma qualificata, moderna, integrata con gli altri sistemi di mobilità su ferro e collegata in modo efficiente alle direttrici nazionali. In tali nodi saranno disponibili servizi accessori quali sistemi di deposito bagaglio, check-in aeroportuale anticipato, bigliettazione automatica, ristorazione, edicola, sale di attesa attrezzate con WiFi, ufficio informazione e prenotazione alberghiera, prenotazione taxi autonoleggio, librerie ed edicole.

Proprio in occasione del IX Convegno Europeo del Commercio urbano, svoltosi a Roma , abbiamo definito una piattaforma per i centri storici:

-        Rilanciare le città come motori di crescita economica e occupazionale, come centri di sapere, innovazione, di risorse culturali, storiche, ambientali, luoghi di relazioni umane e coesione sociale, nei quali il commercio può svolgere un ruolo fondamentale;

-        Ripensare le città con un’ottica di maggiore sostenibilità con una forma definita, senza un’espansione urbanistica incontrollata, con assetti compatibili con lo spazio e le persone che le abitano, le frequentano o vi svolgono attività economiche e culturali; città in cui le varie funzioni abitative, sociali, culturali ed economiche possono integrarsi in modo ottimale, senza che sia premiata la rendita immobiliare e finanziaria a scapito della gestione e del rischio d’impresa;

-        Investire maggiormente per la qualità delle città, per l’accessibilità, i trasporti (senza blocchi del traffico ma con investimenti strutturali), l’ambiente, la sicurezza, perché solo con città attrattive e dinamiche possano prosperare le attività economiche come il commercio, il turismo e le altre attività dei centri urbani;

-        Ritornare alle città, riscoprire la dimensione urbana sia dal punto di vista sociale che da quello commerciale, superando la cultura dell’espansione quantitativa delle rete commerciale delle grandi e grandissime dimensioni, il cui ruolo è messo attualmente in discussione, valorizzando invece il servizio di prossimità e quello specializzato fornito dalle piccole e medie imprese dei centri urbani e dei centri storici, assecondando una tendenza già in atto; valutare lo sviluppo del settore commerciale non solo in termini di PIL, ma particolarmente dal punto di vista della qualità e del servizio al consumatore;

-        Prevedere  una legislazione specifica per la piccola e media impresa favorendone l’evoluzione ed evitando che la “Direttiva Europea Servizi” (la cosiddetta Bolkestein) risulti penalizzante e venga interpretata come possibilità di totale deregulation del settore, considerando che le p.m.i. commerciali e turistiche sono un fattore determinante del “capitale sociale territoriale” per la loro funzione sociale di servizio diffuso al consumatore, il contributo alla qualità della vita, alla sicurezza, alla vitalità degli spazi urbani e alle relazioni sociali;

L’obiettivo che intendiamo perseguire – afferma Cassino - è quello di dar vita a un contesto in cui imprenditori e imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale; formulare regole conformi al principio “Pensare anzitutto in piccolo”; rendere le pubbliche amministrazioni permeabili alle esigenze delle PMI.

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