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IMPRESE: CONFESERCENTI, SCOMPARSE NEL POTENTINO 856 DITTE

"La vigilia della Giornata dell'Economia registra in provincia di Potenza, al primo trimestre dell'anno, la cessazione di 854 piccole e medie imprese, con un saldo negativo rispetto alle nuove iscrizioni di 187 unità". E' quanto evidenzia il presidente provinciale di Potenza della Confesercenti Prospero Cassino riferendo che complessivamente, a livello regionale, le ditte che al 31 marzo scorso hanno chiuso sono state 1.382 di cui un buon 60% riguarda attività commerciali e di servizi. Sono dati - commenta Cassino - che confermano la gravità della situazione che richiede un immediato tavolo di concertazione con il neo Assessore Regionale alle Attività Produttive Restaino e il Governatore De Filippo perchè non c'è più tempo da perdere e quindi c'è la necessità di individuare strumenti di emergenza anche attraverso i nuovi programmi di spesa comunitaria.

La Confesercenti innoltre sollecita il Governo ad attivare rapidamente un tavolo di confronto con le Associazioni delle PMI per arrivare in tempi brevi ad un patto triennale con le pmi su fisco, credito e consumi per uscire dall’emergenza, per superare alcuni svantaggi competitivi e per recuperare risorse da destinare alle pmi per non chiudere, ristrutturare, innovare e crescere.

L’importanza di un Patto triennale - prosegue il presidente di Confesercenti - che indichi obiettivi programmati e condivisi in tempi certi e con decisioni chiare e controllabili deriva dal fatto che occorre evitare che l’economia italiana torni ad essere la più debole della Ue, anche perché non vanno a soluzione ancora i nodi strutturali che da anni ne limitano la crescita. Le PMI subiscono di più questa situazione senza la dovuta attenzione e con meno sostegni per fronteggiare ad esempio una maggiore incidenza dei costi di una burocrazia ancora inefficiente, un approvvigionamento energetico che le penalizza sia rispetto ai concorrenti europei che rispetto ai grandi consumatori, producendo un maggiore impatto del calo della domanda interna”.
“Le nostre proposte per uscire dall’emergenza - conclude il leader della Confesercenti - riguardano tre aspetti sostanziali: sul fisco è fondamentale alleggerire il peso degli studi di settore anche per il 2010 e ridurre l’iva per il settore turistico. Per quanto riguarda il credito, invece, è necessario un prolungamento della moratoria sui debiti delle imprese, oltre a favorire agevolazioni e procedure rapide e semplificate per le nuove PMI e per quelle che investono in innovazione. Infine, per quanto riguarda i consumi, chiediamo la detassazione una tantum per le tredicesime ed interventi per il recupero del fiscal drag su tutti i redditi.

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